Edoardo Armandi dotenv backend developer

Edoardo Armandi: riservatezza e competenza

Dopo il benvenuto a Pietro Poluzzi, passiamo la parola a Edoardo Armandi, senior backend developer, ultimo acquisto in casa DotEnv.

Edoardo ha avuto diverse esperienze lavorative, sempre alla ricerca di nuove possibilità di crescita e di formazione. Come tutti i nostri tecnici, anche lui mostra l’innata tensione a migliorare, per cui ci sentiamo molto fortunati ad avere una squadra di persone che credano nell’importanza della formazione.

Ha un umorismo strano (lo leggerete nell’intervista) e un carattere riservato, ma quando Edoardo parla, state sicuri che stupisce! Una persona che si apre un po’ alla volta, con passo costante, costanza che si può ritrovare anche sul lavoro. Giorno per giorno, infatti, lavora ai progetti con una precisione di dettagli e di integrazioni che aiutano la squadra stessa a crescere.

Ciao Edoardo, raccontaci chi sei, in relazione al tuo ruolo di backend developer.

Ciao a tutti! Mi sono diplomato in elettrotecnica e subito dopo il diploma ho cominciato a scrivere codice. Poi non ho più smesso! Mi sono iscritto alla facoltà di Scienze Informatiche qui a Ferrara, ma non ho terminato gli studi perché ho sempre preferito lavorare e confrontarmi direttamente con la pratica.

E come è andata?

Ho diverse esperienze lavorative in curriculum, perché questo lavoro mi permette di crescere e di formarmi costantemente. Ho lavorato per diversi anni anche in Argentina, esperienza che mi ha permesso di mettere alla prova il mio spirito di squadra -nonché le mie capacità comunicative- in un contesto tanto diverso da quello che conoscevo.

Come sei arrivato a DotEnv?
Dopo l’esperienza in Argentina, sono tornato in Italia e ho potuto collaborare con alcune aziende del territorio. Ed è proprio per questo obiettivo di lavorare per aziende del ferrarese che ho conosciuto DotEnv. Il colloquio ha convinto sia me che l’azienda, per cui eccomi qui!

Di cosa ti occupi in particolare?

Mi occupo di sviluppo backend, ma in passato ho avuto modo di mettere alla prova le mie competenze anche in ambito frontend come consulente in alcune aziende. Uso quindi PHP e Java, ma padroneggio anche Angular.

Perché hai scelto questo lavoro?

Credo che la possibilità di gestire il proprio tempo, professionale e personale, sia impagabile, e questo lavoro mi permette di farlo in autonomia. Inoltre, siamo continuamente stimolati a risolvere i problemi.

Potresti trovare dei pro e dei contro alla tua professione?

Il mio lavoro è decisamente sedentario, l’unico contro che io possa trovare. In effetti, io sono una persona attiva per cui devo trovare il giusto equilibrio nella mia attività. Un lato invece assolutamente positivo è appunto la possibilità di essere sempre stimolati al confronto con nuove tecnologie per poter accrescere le mie competenze ogni giorno.

Se non fossi sviluppatore, cosa pensi che potresti essere oggi?

Sicuramente apicoltore… perché mi piacciono le API (le api in linguaggio informatico sono indirizzi web che permettono ai software di comunicare con applicativi online, mediante l’utilizzo di verbi che ne definiscono l’azione, ndr.).

Simpatico! Allora dai, ti sfido, qual è il luogo comune sui nerd che vuoi sfatare?

Be’, non tutti portano gli occhiali e mangiano cibo spazzatura, guarda me!

Come ti vedi fra dieci anni?

Tra dieci anni spero di essere in DotEnv, di essere cresciuto insieme all’azienda e di aver contribuito, viceversa, al suo posizionamento e alla sua professionalità.

Qual è il tuo motto?

Questa domanda mi piace! Il mio motto, da sempre, è “There is no right or wrong but only the right approach based on the context” perché credo non esista un giusto assoluto, così come uno sbagliato assoluto. Piuttosto esistono approcci giusti basati sul contesto, idea che permette di adattare il proprio atteggiamento sia nella vita personale che in quella professionale, nei diversi progetti a cui lavoro quotidianamente.

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