Paolo Fabbri Piano Nazionale di ripresa e resilienza DotEnv

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: tutti i vantaggi

Gli ultimi due anni caratterizzati da distanziamento sociale, restrizioni alle attività commerciali e grande sofferenza del settore produttivo a causa della contrazione dei consumi, hanno messo a dura prova le nostre vite professionali: cosa c’entra tutto questo con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza PNRR?

La spiegazione è che nella vita non esiste praticamente nulla di potenzialmente negativo, e infatti il primo effetto positivo a livello professionale è rappresentato proprio dal PNRR, una immensa opportunità per il nostro Paese.

Ci sono centinaia di siti internet e altrettanti PDF che ne parlano nel dettaglio, argomentando nei minimi particolari, e il mio intento in questa circostanza non è divulgativo. Infatti, in questo articolo vorrei soffermarmi squisitamente su M1C2 (Missione 1, Componente 2), ovvero quella parte del piano programmatico del PNRR che riguarda proprio la “Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo” e sull’importanza di non farsi trovare impreparati.

La digitalizzazione nel sistema produttivo secondo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza  

La Componente numero 2 della Missione 1 si pone come obiettivo quello di promuovere l’innovazione tecnologica, la digitalizzazione dei sistemi produttivi incentivando il Made in Italy e lo sviluppo delle piccole, medie e grandi imprese italiane sui mercati internazionali. Gli interventi e gli investimenti saranno trasversali ai settori economici e andranno nella direzione di incentivare il ricorso a tecnologie innovative e il miglioramento delle competenze digitali.

Per questa parte del PNRR sono stati messi a disposizione 23,89 miliardi di euro, in grossa parte destinati alle imprese; in particolare possono confluire nelle casse delle Pmi che, numericamente, rappresentano la quota più ampia dello scheletro produttivo italiano.

Occorre, dunque, non essere impreparati e farsi trovare pronti per questa opportunità.

La pandemia in generale ha già improntato -per ovvie motivazioni legate alla riduzione degli spostamenti e all’impossibilità di interazioni umane- una sorta di trasformazione digitale di molte fasi nel ciclo di vita di un’impresa. Questo fenomeno sarà ulteriormente accelerato e consolidato attraverso l’impiego delle nuove tecnologie, che saranno proprio un punto chiave nella ripresa economica post pandemica.

Fin qui tutto apparentemente bene, ma qual è un possibile problema nell’ottenimento dei fondi?

Dal mio punto di vista sono due i punti critici, se così possiamo definirli.

Il primo riguarda la presa di coscienza di quali possono essere i processi interni che abbiano effettivamente necessità di essere digitalizzati. Per questo occorre rivolgersi ad aziende che possono valutare compiutamente la situazione e creare il software necessario, caso per caso.

Il secondo, invece, il sapersi destreggiare correttamente tra tutti i dettagli tecnici, per poter accedere ai bandi necessari all’ottenimento delle risorse.

DotEnv potrebbe essere quindi in grado di rispondere ad entrambe le esigenze, sia fornendo assistenza e analisi per la creazione del software in grado di far compiere un salto generazionale in termini di digitalizzazione, sia supportando l’impresa nel dedalo della burocrazia per ottenere i fondi necessari.

Ancora una volta, dunque, ci teniamo a consolidare la nostra immagine come partner tecnologico e non esclusivamente come fornitore di servizi.

 

di Paolo Fabbri, Account manager DotEnv

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